{"id":96,"date":"2025-11-13T16:16:15","date_gmt":"2025-11-13T15:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/?p=96"},"modified":"2025-11-13T16:29:51","modified_gmt":"2025-11-13T15:29:51","slug":"quale-sostegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/?p=96","title":{"rendered":"Quale sostegno?"},"content":{"rendered":"\n<p>Da qualche giorno lavoro in una scuola superiore come docente di sostegno di un ragazzo con sindrome di Down, lo chiameremo Luigi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo giorno che sono entrata in classe Luigi era alquanto scocciato per la mia presenza. La professoressa curricolare voleva a tutti i costi che mi sedessi accanto a lui, perch\u00e9 avermi in piedi a camminare tra i banchi la metteva a disagio. Mi sono seduta a un banco vuoto a debita distanza, nemmeno questo le andava bene perch\u00e9 vederlo da solo la metteva a disagio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora con molta calma ho chiesto a Luigi permesso e mi sono seduta al banco affianco al suo. Lui si \u00e8 schiacciato contro il muro per starmi il pi\u00f9 lontano possibile, nonostante mi avesse detto di s\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/classroom_scene_light-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-100\" srcset=\"https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/classroom_scene_light-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/classroom_scene_light-300x200.jpg 300w, https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/classroom_scene_light-768x512.jpg 768w, https:\/\/sommersi-e-salvati.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/classroom_scene_light.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho parlato con la docente che sostituisco (solo per qualche ora perch\u00e9 \u00e8 un allattamento). Mi ha spiegato che ci sono due ragazzi con sostegno in classe, Luigi e Filippo, che in questi giorni \u00e8 assente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E che s\u00ec, certo, io sono di sostegno &#8220;sulla classe&#8221;, per\u00f2 di fatto sono &#8220;su Luigi&#8221;. Cio\u00e8, insomma, certo che l&#8217;insegnante di sostegno non \u00e8 DEL ragazzino con disabilit\u00e0, per\u00f2 deve lavorare con lui, sedersi accanto a lui e occuparsi di lui. Ma certo, \u00e8 &#8220;sulla classe&#8221;. Per\u00f2 io seguo Luigi. <br><br>Va bene.<br><br>(In realt\u00e0 non va bene per nulla e da nessun punto di vista, ma posso mettermi a litigare con un intero CdC, io che non ho nemmeno uno straccio di specializzazione sul sostegno?)<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi ha un programma differenziato, quindi non prender\u00e0 il diploma ma un attestato. Filippo invece ha un semplificato, quindi prender\u00e0 il diploma a tutti gli effetti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione che lei adotta per entrambi gli alunni \u00e8 creare dei test a risposta multipla con nozioni che ritiene \u201csemplici da imparare\u201d nelle diverse discipline. Per esempio su Italiano un bel test in cui si chiede se Verga sia di Catania, Mantova o Pisa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna c\u2019\u00e8 anche un altro collega di sostegno in classe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Parlo anche con lui e finalmente parliamo di come costruire autonomia e competenze di base per una vita adulta funzionale. Anche lui \u00e8 al primo anno di sostegno, conosce Luigi da due mesi e non ha nessun materiale a disposizione. Per\u00f2 ora almeno siamo in due a cercare di inventarci un lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;altro giorno il professore di Storia rende le verifiche corrette a tutta la classe. I ragazzi sono eccitati perch\u00e9, maggiorenni o meno, professionale o no, i voti fanno tornare tutti bambini all&#8217;asilo che aspettano la stellina d&#8217;oro della maestra. <br>Le verifiche arrivano per tutti tranne che per Luigi. <br>Perch\u00e9 Luigi, ovviamente, ha fatto una verifica un po&#8217; diversa e il professore aveva bisogno di consultarsi con noi di sostegno prima di valutarla. <br>Ho impiegato venti minuti a calmare Luigi che ha espresso una livello di frustrazione, stanchezza e umiliazione incredibile.<br>Voleva essere trattato come tutti gli altri, voleva avere la verifica insieme ai compagni, essere parte di questo rito collettivo della restituzione della valutazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Racconto questa storia perch\u00e9 Luigi e Filippo si meriterebbero di meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br>Meglio dei colleghi che vivono la sua presenza in classe con il tatto e la sensibilit\u00e0 di cararmati in un negozio di cristalli, meglio della collega che pensa che imbottirli di nozioni curricolari possa servire a qualcosa, meglio di me e dell\u2019altro collega che arranchiamo inventandoci un lavoro a botte di buonsenso e tanta speranza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi e Filippo meriterebbero personale qualificato e competente, una scuola che avesse materiali e risorse a disposizione su misura per loro. Queste sono le componenti di una scuola realmente inclusiva. Tutto il resto sono solo parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche giorno lavoro in una scuola superiore come docente di sostegno di un ragazzo con sindrome di Down, lo chiameremo Luigi.&nbsp; Il primo giorno che sono entrata in classe Luigi era alquanto scocciato per la mia presenza. 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